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Educazione Sessuale a scuola?!

L’educazione sessuale nelle scuole è da sempre un tema che divide l’opinione pubblica, ma oggi più che mai è una questione urgente e attuale. In un mondo dove i ragazzi sono esposti fin da piccoli all'informazione, spesso disinformazione, dei social e del web, la scuola ha il dovere di offrire spazi sicuri e competenti per parlare di sessualità, rispetto, consapevolezza e prevenzione.

Non è solo questione di biologia o prevenzione delle malattie. È un percorso che aiuta a conoscere se stessi, i propri limiti, il rispetto per l’altro e la gestione delle emozioni.

Il silenzio genera paura e curiosità malsana, portare la sessualità in classe significa normalizzare il dialogo, abbattere i tabù e ridurre i rischi legati a ignoranza e pregiudizi.

Un’educazione sessuale moderna deve parlare di orientamento, consenso e rispetto reciproco.

Alcuni genitori e politici rumorosi temono che affrontare certi argomenti troppo presto possa "rubare l’innocenza" ai bambini. In realtà, un approccio calibrato e scientifico, adattato all’età, non anticipa nulla ma risponde ai dubbi reali dei ragazzi, offrendo strumenti per difendersi da abusi e stereotipi. Affidare l’educazione sessuale a personale formato – come psicologi, educatori e medici – garantisce qualità e sicurezza. Gli insegnanti, se adeguatamente preparati, possono diventare punti di riferimento, facilitando un dialogo aperto e rispettoso.

Da quanto emerge da un sondaggio dell’osservatorio Giovani e Sessualità di Durex, condotto in collaborazione con Skuola.net su 15.000 ragazzi tra 11 e 24 anni, il 90% dei ragazzi sono d'accordo all'insegnamento nelle scuole e un bel 80% dei genitori li segue a ruota. Non si tratta di "insegnare il sesso", ma di educare alla relazione, alla responsabilità e all’ascolto di sé e dell’altro. L’educazione sessuale a scuola non è un lusso, ma un diritto e una necessità per le nuove generazioni.

 
 
 

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